Bankitalia, chi si aspetta un'eredità spende di più e risparmia di meno
'Scelte economiche realizzate ben prima dei trasferimenti intergenerazionali'
Le famiglie italiane in attesa di eredità, presentano livelli di consumo superiori del 7% rispetto a nuclei con caratteristiche analoghe ma privi della stessa aspettativa e il risparmio risulta inferiore di circa il 17%, coerentemente con l'idea che un incremento atteso della ricchezza futura riduca il bisogno di accumulare risorse nel presente. È quanto emerge da uno studio della Banca d'Italia pubblicato nella collana Questioni di Economia e Finanza, secondo cui le aspettative di successione incidono sulle decisioni di consumo, risparmio, lavoro, investimenti e ricorso al credito. L'analisi è realizzata da David Loschiavo, Mirko Moscatelli, Eleonora Porreca e Francesca Zanichelli utilizzando i dati dell'Indagine sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo lo studio, l'effetto interessa sia i consumi correnti sia quelli durevoli. La spesa per beni non durevoli risulta infatti superiore di circa il 6%, mentre aumenta anche la probabilità di effettuare acquisti di beni durevoli. Inoltre, nelle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 30 anni aumenta la probabilità che i giovani proseguano gli studi o partecipino a percorsi di formazione. L'ammontare degli investimenti finanziari detenuti cresce di circa il 20% rispetto alle altre famiglie, con una preferenza anche per strumenti caratterizzati da un profilo di rischio-rendimento più elevato. Sul fronte dell'indebitamento, chi si aspetta un'eredità ricorre con maggiore frequenza al credito al consumo. Pur precisando che le evidenze individuano correlazioni statistiche e non rapporti causali, lo studio conclude che le aspettative di ricevere trasferimenti intergenerazionali influenzano le scelte economiche ben prima della loro effettiva realizzazione e potrebbero contribuire ad amplificare le disuguaglianze, poiché risultano più diffuse tra le famiglie già economicamente più avvantaggiate.
C.Maier--MP