Münchener Post - Zanetti (Confindustria), 175mila posti di lavoro nell'economia del mare entro 2030

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Zanetti (Confindustria), 175mila posti di lavoro nell'economia del mare entro 2030
Zanetti (Confindustria), 175mila posti di lavoro nell'economia del mare entro 2030

Zanetti (Confindustria), 175mila posti di lavoro nell'economia del mare entro 2030

'Nella cantieristica il 43% delle posizioni ricercate resta scoperto'

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"Da qui al 2030 il fabbisogno occupazionale dell'economia del mare in Italia sarà di 175mila lavoratori, circa 120mila usciranno perché vicini alla pensione e andranno sostituiti, ma ci saranno 50mila nuovi posti di lavoro improntati alle nuove tecnologie e alle nuove necessità del settore, una sfida che il nostro Paese non può vincere senza focalizzarsi, dobbiamo chiudere sempre di più il gap tra ciò che il mercato chiede e quello che la formazione offre all'economia del mare". È la priorità indicata dallo special advisor di Confindustria per l'Economia del Mare Mario Zanetti al 66/mo Salone nautico internazionale di Genova durante la presentazione dello studio 'Yachting tourism and economic contribution' curato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica. Uno studio Confindustria-Boston Consulting Group stima per l'intera economia del mare un fabbisogno 2026-2030 di 175mila occupati. "Nella cantieristica questa sfida pesa di più: il 43% delle posizioni ricercate resta scoperto, quasi il doppio della media del settore - denuncia Zanetti -. Quindi è necessario investire nelle competenze perché solo così la partita la vinciamo tutti: lavoratori, imprese, territori, settori. E così cresce la competitività della blue economy e del Paese". "La nautica è un settore che attiva quasi 200mila addetti, ogni addetto alla produzione attiva nove posti di lavoro lungo la filiera, quindi con ogni posto di lavoro scoperto tarpiamo le ali a un motore di crescita che esiste in modo concreto già oggi", segnala Zanetti ricordando che "l'economia del mare in generale vale oltre l'11% del Pil, quasi 225 miliardi di valore aggiunto, un settore che impiega oltre un milione e 100mila lavoratori crescendo a una velocità quasi doppia rispetto al resto dell'economia nazionale, fa crescere l'occupazione con trend altrettanto ripidi, più ripidi del resto dell'economia. A questo punto però la crescita va sostenuta perché l'organicità prima o poi arriva ad avere un gap o una flessione del trend di crescita, che può essere sostenuta lavorando a iniziative specifiche. Come Confindustria abbiamo individuato tre priorità: i vettori e le flotte, le infrastrutture portuali e loro integrazione, e il terzo pilastro sono le competenze".

O.Braun--MP