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Brasile, produttrice Dark Horse denuncia pressioni per collaborare con la giustizia
Brasile, produttrice Dark Horse denuncia pressioni per collaborare con la giustizia

Brasile, produttrice Dark Horse denuncia pressioni per collaborare con la giustizia

Karina Gama afferma di essere stata minacciata

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La produttrice del film Dark Horse sulla vita dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro afferma di essere stata sottoposta negli ultimi mesi a pressioni per accettare una collaborazione giudiziaria. Karina Ferreira da Gama, titolare della Go Up Entertainment, ha registrato la sua versione dei fatti in un documento di sette pagine, firmato il 3 settembre e depositato il giorno successivo presso un notaio. Secondo la donna, il primo episodio risale a maggio, quando l'avvocato Fernando Sarney, figlio dell'ex presidente José Sarney, le avrebbe offerto assistenza legale, sostenendo di avere rapporti con il giudice della Corte suprema Flavio Dino e di poterla aiutare se avesse accettato di collaborare con gli inquirenti. Il 27 agosto, riferisce ancora Gama, un pastore evangelico suo amico le avrebbe detto di essere stato incaricato da persone vicine al governo e a giudici della Corte suprema di parlarle di una possibile collaborazione, prospettandole il rischio di diventare bersaglio di un'operazione di polizia. Il 3 settembre, infine, la produttrice riferisce di aver ricevuto una telefonata dal giornalista Breno Pires, della rivista Piauí, che le avrebbe detto che stava "servindo de bucha de canhão para o candidato", ovvero che stava facendo da "capro espiatorio per il candidato", ovvero presumibilmente Flávio Bolsonaro. Gama afferma di aver rifiutato le proposte e precisa di non avere elementi per sostenere che il giudice Dino fosse a conoscenza delle pressioni.

M.Schulz--MP