Nuove accuse dal fratello di Diana, 'Carlo euforico alla notizia della sua morte'
Continuano le anticipazioni dalla biografia del conte Spencer, già smentite dalla corte
Re Carlo III, all'epoca principe di Galles, ebbe una reazione apparentemente "euforica" alla morte di lady Diana, avvenuta a Parigi a fine agosto del 1997, un anno dopo la formalizzazione del loro divorzio. E' quanto sostiene il conte Charles Spencer, fratello di lei, nella sua esplosiva biografia sulla defunta principessa in uscita sul mercato mondiale la prossima settimana, stando a nuove anticipazioni contenute negli stralci affidati al tabloid britannico Daily Mail. Anticipazioni attese in edicola domani, ma già diffuse online, nelle quali il conte fa inoltre sua la tesi - non nuova - secondo cui l'attuale re, Carlo III, non sarebbe mai stato innamorato di Diana: nemmeno nel giorno del loro cosiddetto "matrimonio del secolo". Tornando al racconto delle ore successive alla morte della sorella, Spencer rievoca una telefonata con Carlo e scrive: "A differenza di altre persone che mi avevano chiamato, e che apparivano sgomente..., il Principe Carlo mi sembrò vertiginosamente euforico, come qualcuno che avesse vinto alla lotteria". "Egli mi fece sapere - aggiunge - che aveva informato William e Harry (allora 15enne e 12enne) della morte della loro madre come prima notizia del mattino, mentre erano ancora a letto" nella residenza reale scozzese estiva di Balmoral. "Mi sembrò uno strano modo di fare, data l'enormità della tragedia", commenta il conte, pur concedendo poi qualche attenuante a Carlo: "Visto col senno di poi, sospetto che come prima reazione debba aver pensato che quell'evento lo rendeva libero di sposare la donna che amava davvero (Camilla, ndr), piuttosto che soffermarsi sulla perdita di una donna che non amava". "Può essere difficile provare grande compassione per un'ex moglie dopo un divorzio rancoroso", conclude. Già ieri sera, in seguito alle prime anticipazioni imbarazzanti per Carlo emerse dal libro (intitolato 'Il Canto del Cigno - Diana, mia sorella'), un portavoce di corte ne aveva smentito con stizza i ricordi a nome del re: liquidandoli velenosamente come frutto di un dolore non elaborato che "può offuscare la ragione".
C.Maier--MP