Allarme bomba via email in 271 scuole italiane, verifiche in tutto il Paese
La minaccia di un attentato, un conto alla rovescia di sessanta minuti e persino l’annuncio di un’esplosione a bordo di un aereo diretto a Roma. È il contenuto della mail ricevuta questa mattina da 271 scuole italiane, nella quale il mittente si è presentato come appartenente al “corpo delle Guardie della rivoluzione islamica”.
La minaccia di un attentato, un conto alla rovescia di sessanta minuti e persino l’annuncio di un’esplosione a bordo di un aereo diretto a Roma. È il contenuto della mail ricevuta questa mattina da 271 scuole italiane, nella quale il mittente si è presentato come appartenente al “corpo delle Guardie della rivoluzione islamica”.
Il messaggio ha fatto scattare le procedure di emergenza in diversi istituti. Tra quelli coinvolti ci sono anche otto scuole romane, mentre sono ancora in corso gli accertamenti della polizia postale.
La comunicazione conteneva minacce esplicite: “Siamo il corpo delle guardie della Rivoluzione islamica. Abbiamo appena lasciato un sacchetto di plastica contenente esplosivo con un detonatore a distanza.
Lo attiveremo tra un’ora”. Nel testo si sosteneva in aggiunta che l’ordigno contenesse nitrato di ammonio e che, dopo la detonazione, i sopravvissuti sarebbero stati uccisi a coltellate.
La mail conteneva anche una minaccia rivolta a un volo Ryanair iindicato come in viaggio dalla Lettonia all’aeroporto di Roma: “Per dimostrare che non si tratta di uno scherzo, proprio ora faremo esplodere l’ordigno a bordo del volo”. Gli autori del messaggio sostenevano che l’esplosione avrebbe provocato decine di vittime.
Dichiarazioni che hanno immediatamente attivato i controlli delle forze dell’ordine.
Tra gli istituti raggiunti dalla comunicazione c’è il comprensivo Giovanni Cagliero di largo Volumnia, che comprende anche la scuola elementare Gianni Rodari. La mail è arrivata intorno alle 10.15 e la dirigente scolastica Anna Fucile ha disposto l’evacuazione dei cinque plessi, coinvolgendo circa duemila bambini, tra i 1.200 alunni dell’istituto e quelli degli altri edifici, compresi i piccoli della scuola dell’infanzia comunale e i bambini con disabilità.
“L’abbiamo letta in tempo reale e avevamo un’ora per evacuare i plessi, in tutto cinque. Per un momento ho pensato potesse essere uno scherzo di cattivissimo gusto, ma non avrei mai potuto far finta di nulla”, ha raccontato la preside.
La priorità è stata accompagnare fuori dall’edificio i più piccoli e i bambini più fragili, con il supporto della polizia locale. La destinazione individuata è stata Villa Lais, scelta per gli spazi a disposizione e per la possibilità di gestire più facilmente i gruppi.
“C’è un’agorà e gli insegnanti avrebbero potuto contenere i bambini più facilmente”, ha chiarito Fucile, che ha escluso l’utilizzo dei cortili scolastici perché troppo vicini agli edifici. Gli alunni sono stati accompagnati nel parco anche sotto la pioggia.
Alle 11 erano tutti al sicuro.
Artificieri e cani al lavoro, verifiche nei plessi
Durante l’evacuazione la dirigente ha contattato le forze dell’ordine, la polizia postale e il commissariato di zona, potendo contare anche su contatti diretti stabiliti attraverso precedenti progetti scolastici. Subito dopo ha informato le famiglie, invitandole a mantenere la calma e rassicurandole sulle condizioni dei bambini.
Allo scadere dell’ora indicata nella mail, intorno alle 11.15, non si è verificata alcuna esplosione. Sono comunque intervenuti gli artificieri e le unità cinofile specializzate nella ricerca di esplosivi, che hanno avviato le verifiche negli edifici.
Stando a quanto riferito dalla dirigente, i primi controlli non hanno fatto emergere la presenza di ordigni. Nel plesso Rodari è stata però trovata aperta una stanza che normalmente dovrebbe restare chiusa; si tratta del locale in cui sono custodite tutte le chiavi dell’istituto.
Un particolare che richiederà ulteriori approfondimenti. La preside ha in aggiunta sottolineato le conseguenze dell’allarme: “Non ci si può comportare in questo modo, non si possono spaventare così le persone e creare disservizi così gravi.
Hanno creato un caos terribile”.
Non è la prima volta che gli istituti scolastici italiani ricevono comunicazioni di questo genere. Lo scorso 19 ottobre decine di scuole erano state raggiunte da una mail con l’oggetto “La morte è vicina”, nella quale venivano annunciati attacchi terroristici sul territorio nazionale.
Anche in quell’occasione il messaggio, proveniente da un account saudita e scritto in italiano, era stato trasmesso contemporaneamente a diversi istituti. Tra le scuole interessate figuravano, a Roma, l’IIS Via Silvestri 301 e l’IC Piazza De Cupis, oltre all’IIS Paolo Borsellino e Giovanni Falcone di Zagarolo.
La comunicazione conteneva riferimenti alla presenza di un ordigno esplosivo e si concludeva con una minaccia di instaurazione della Sharia. Anche in quel caso erano scattati gli accertamenti per verificare l’attendibilità delle intimidazioni.
D.Richter--MP