Alimenti sicuri ma irregolarità nello 0,7% dei controlli, il rapporto del minsitero
Preoccupano soprattutto sostanze per far durare più a lungo carne e pesce
La filiera alimentare italiana è sicura, in termini di contenuti di additivi alimentari e aromi. Tuttavia, persiste una piccola quota (0,7%) di irregolarità soprattutto nell'uso di sostanze che servono ad aumentare in maniera fraudolenta la durata di conservazione di pesce e carni pronte e che potrebbero mettere a rischio la salute. Sono i dati che emergono dal rapporto sui controlli effettuati dal ministero della Salute in attuazione del "Piano nazionale riguardante il controllo ufficiale degli additivi e degli aromi". Il rapporto si basa sull'analisi di circa 2.000 campioni nel corso del 2024. Per quanto riguarda l'uso di additivi negli alimenti, dei 1.657 campioni analizzati, 11 sono risultati non conformi (lo 0,7%). Le anomalie riguardano per oltre la metà dei casi il pesce (55%) e la carne (27%). L'irregolarità più frequente è la presenza di anidride solforosa in quantità superiore al limite consentito o in contesti in cui l'utilizzo è vietato. "Continua a permanere la criticità legata all'uso illecito con scopo fraudolento di solfiti per preservare le caratteristiche organolettiche di alcune produzioni alimentari, quali le preparazioni di carni fresche, finalizzato a prolungarne il tempo di vita commerciale con possibili ripercussioni di carattere sanitario (allergie ai solfiti, istamina)", si legge nel rapporto. Lo stesso vale per l'uso dell'acido ascorbico, usato per il "prolungamento fittizio dello stato di freschezza del prodotto alimentare", in genere pesce, il cui consumo può dar luogo a tossinfezioni alimentari. Nessun problema, invece, per quanto riguarda la purezza degli additivi utilizzati dalla filiera: dei 222 campioni analizzati, tutti risultavano entro i limiti di legge per la presenza di sostanze potenzialmente nocive come i metalli pesanti.
G.Vogl--MP