Münchener Post - Icaro simbolo di Giffoni non cade ma vola, 'i nostri giurati gli hanno dato un volto'

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Icaro simbolo di Giffoni non cade ma vola, 'i nostri giurati gli hanno dato un volto'
Icaro simbolo di Giffoni non cade ma vola, 'i nostri giurati gli hanno dato un volto'

Icaro simbolo di Giffoni non cade ma vola, 'i nostri giurati gli hanno dato un volto'

'Risultati record per 56/a edizione. La nostra macchina dei sogni già pronta a ripartire'

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"Il nostro è un Icaro altro, con un destino diverso da quello del mito. Abbiamo scelto di rappresentarlo senza volto perché quel volto volevamo incontrarlo qui, tra gli oltre cinquemila juror che hanno affollato le nostre sale". Lo dice il direttore artistico di Giffoni Luca Apolito durante la conferenza stampa finale della 56/a edizione. E la macchina è già ripartita. "Questo di oggi - dice il direttore generale Jacopo Gubitosi - è un momento di inizio e di ripartenza. Stiamo già pensando all'edizione numero 57 che si terrà dal 16 al 24 luglio e nei prossimi mesi annunceremo il nuovo tema. In questi giorni ci siamo concentrati sull'ascolto. E' stato bello sentire bambini e ragazzi dirci che è stata l'edizione del cambiamento". Intanto si fanno i bilanci di quest'anno: oltre 250mila persone coinvolte in nove giorni. Più di 3200 uscite tra stampa, web e agenzie di stampa, di cui 367 articoli pubblicati sui quotidiani nazionali e regionali da testate. E ben 2849 articoli pubblicati da agenzie, siti di informazione e portali specializzati. 250 passaggi televisivi sui maggiori network nazionali. Giffoni56 è stata un'edizione da record anche sul fronte social con 82,3 milioni di visualizzazioni, 14,7 milioni che hanno interessato il sito giffoni.it e 680 milioni di Ots. Numeri destinati a crescere, in quanto questi sopra elencati si riferiscono solo ai primi sette giorni del Festival. Davide Russo, responsabile delle relazioni istituzionali, ha ringraziato "quanti sono stati sempre vicini al festival, dal Comune alla Regione ai ministeri e agli sponsor. Mi ha colpito molto una frase dell'assessore Cutaia che ha detto che Giffoni devi vederlo, altrimenti è difficile comprenderlo. Ed è effettivamente così, perché Giffoni è un miracolo basato su etica, responsabilità e un grande lavoro corale svolto dietro le quinte. Abbiamo sentito la vicinanza di tutte le istituzioni locali e nazionali. Ringrazio, tra i tanti, il presidente della Regione Campania Fico, che ha saputo parlare con il cuore ai nostri ragazzi". Un miracolo che è figlio del fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi e della sua straordinaria capacità di visione: a ricordarlo alla platea, il sindaco Antonio Giuliano. "La sua passione e la sua trasparenza sono state una lezione preziosa e ci hanno portato qui, dove siamo oggi. Abbiamo scritto pagine di storia e la storia non si può interpretare, ma solo arricchire, portando avanti il lavoro che lui ha iniziato. La città tutta partecipa a un progetto che non si limita ai giorni del festival, ma dura tutto l'anno e contribuisce alla valorizzazione del nostro territorio, a partire dalle strutture in cui ci troviamo. Agli attuali 30mila metri quadri se ne aggiungeranno presto altri 20mila, di cui 5mila di verde pubblico. Dal 2016 ad oggi sono stati investiti 34 milioni di euro più 3 milioni per la viabilità e i parcheggi. Ci fermeremo? Assolutamente no. Andremo avanti con serietà e responsabilità perché Giffoni è un modello di onestà e di umiltà. E qui nulla è impossibile". Gli ha fatto eco il presidente dell'Ente autonomo Giffoni Experience Pietro Rinaldi: "Claudio Gubitosi ci ha dato la possibilità di crescere. Due mesi fa siamo stati coinvolti da una questione che ci ha fatto vivere giorni non semplici, ma li abbiamo affrontati con la trasparenza e la determinazione che ci caratterizzano e grazie ai nostri avvocati abbiamo dimostrato l'infondatezza delle contestazioni che ci venivano mosse. Abbiamo sempre riposto grande fiducia nella magistratura, forti e fieri della nostra onestà". Rinaldi ha poi invitato sul palco il fondatore di Giffoni: "Per il primo anno mi sono goduto quello che ho creato, osservando dall'esterno cosa accadeva e prendendo atto che andava tutto nel migliore dei modi. Al mio team va la mia gratitudine perché non era né facile né scontato che accadesse. Oggi posso dire che sono un uomo felice perché nonostante il momento difficile i risultati sono stati raggiunti e anche superati".

R.Schmidt--MP