Ultimatum dell'Argentina a 180 aziende petrolifere alle Falkland-Malvinas
Ministro degli Esteri: 'dovranno scegliere tra continuare a operarvi o rischiare sanzioni'
Il governo argentino ha notificato a 180 aziende legate alle attività petrolifere nelle isole Malvinas, rivendicate da Buenos Aires e territorio d'oltremare britannico, che 'dovranno scegliere tra continuare a operarvi o rischiare sanzioni in Argentina'. Lo ha detto il ministro degli Esteri Pablo Quirno, spiegando che il provvedimento riguarda anche fornitori petroliferi, finanziari e assicurativi. La misura, basata sulla legge 26.659, punta a disincentivare le attività nelle acque dell'arcipelago e si inserisce nella nuova strategia annunciata dal presidente Javier Milei per rafforzare la rivendicazione argentina. Quirno ha sottolineato che, rispetto al 2011, quando la legge fu approvata, 'oggi l'Argentina dispone di un forte strumento negoziale con Vaca Muerta'. Il governo intende inoltre modificare la normativa per ampliare le sanzioni e consentire alle aziende che lasciano le Malvinas di tornare a operare in Argentina. Intanto, dopo gli annunci di Milei, i titoli di Rockhopper e Navitas, coinvolte nel progetto petrolifero Sea Lion, hanno perso rispettivamente il 6,3% a Londra e il 2,3% a Tel Aviv.
A.Fischer--MP